Rosa Parks. Restare seduti per permettere agli oppressi di alzarsi

Nel mio viaggio negli Stati Uniti  ho attraversato tutto il sud del Paese e sono stato a Montgomery, la capitale dello stato dell’ Alabama.

Tra tutti gli stati della federazione, l’Alabama è quello che ha la storia più complessa  e tribolata, per quanto riguarda l’integrazione tra bianchi e afroamericani; popolato in egual misura dalle due etnie, i posti di potere e di governo sono occupati quasi esclusivamente da persone di pelle chiara.

Montgomery non si può definire una città particolarmente attraente; ha molte aree verdi, la solita periferia di casette basse tipica di quasi tutte le città americane, un centro occupato da qualche grattacielo e dagli uffici dell’amministrazione dello Stato

 

Ma c’è un motivo per visitare Montgomery; questa è la città di Rosa Parks.

Siamo nel 1955, Rosa è una sarta, e ha finito la sua giornata lavorativa; prende un autobus per tornare a casa; ancora non sa che su quell’ autobus capiterà qualcosa che cambierà la sua vita e il mondo.

Le leggi dello stato dell’Alabama regolamentano il modo in cui si possono occupare i posti negli autobus pubblici; sono divisi in tre settori.

In quello anteriore possono sedere solo persone di razza bianca; in quello posteriore solo persone di origine afroamericana; nel settore centrale possono sedersi persone di entrambe le etnie, ma se i posti sono tutti occupati e un bianco cerca di sedersi, un afroamericano deve cedergli il posto.

Non per cortesia…per legge.

Rosa è stanca, è stata in piedi tutto il giorno; sale sul suo solito autobus e trova posto nel settore intermedio; a un certo punto sale un bianco, si mette di fianco a Rosa, non ci sono più posti liberi; si aspetta che la donna si alzi, ma questo non succede.

Alla terza fermata, l’uomo è indispettito per il mancato rispetto dei suoi sacrosanti diritti; si rivolge al conducente che ferma il mezzo e chiama la polizia; Rosa Parks viene arrestata.

Da quel giorno in tutti gli Stati Uniti cominciò la battaglia per il riconoscimento dei diritti civili delle minoranze afroamericane; battaglia ch è lontana dall’essere terminata e vinta; quello che è certo è che molta strada è stata fatta da allora.

Oggi a Rosa, scomparsa nel 2005, è dedicato un monumento a Montgomery, con le parole a lei attribuite:

 

Sono rimasta seduta affinchè voi possiate alzarvi.

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Autore dell'articolo: Ivan Marchisio

2 commenti su “Rosa Parks. Restare seduti per permettere agli oppressi di alzarsi

    Sandra

    (ottobre 4, 2018 - 12:27 pm)

    Conoscevo la storia per un film visto anni fa. Hai fatto bene a ricordarla e raccontarla perchè ci sono troppe cose che noi diamo per scontate e non lo sono assolutamente. La libertà si conquista e si conserva ogni sacrosanto giorno in ogni parte del mondo anche nella nostra Italia.

      Ivan

      (ottobre 4, 2018 - 12:30 pm)

      Grazie Sandra.
      Chi dimentica è complice.

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