Samarcanda e l’Uzbekistan

Samarcanda….quanti nomi suonano più affascinanti, più seducenti all’orecchio di un viaggiatore?

Non molti, credo…..
Forse per una canzone così famosa in Italia….forse perchè è la città che più di ogni altra si associa alla leggendaria Via della Seta, la strada che i commercianti percorrevano dal lontanissimo Catai per riportare a casa sete e spezie, oltre a racconti di luoghi e persone mirabolanti….
Però per un viaggiatore solitario come me è un viaggio difficile da organizzare…..I costi del volo, i visti da richiedere prima del viaggio….l’ostacolo della lingua….
Ma un giorno…..
Un giorno trovi un’offerta che non sembra vera….Milano Tashkent andata e ritorno a 149€….
e allora salta la logica, il buonsenso, i giorni di ferie che mancano e lo compri…..
Come in trance canti tra te e te….Non è poi cosi lontana Samarcanda……

Prima del viaggio

 La parte preliminare di ogni viaggio è sempre decidere i luoghi da vedere, e quanti giorni dedicare loro; questa volta è stato particolarmente difficile.
Tashkent, e l’Uzbekistan, si trovano proprio al centro del territorio che comprende i 5 “stan” ex sovietici: oltre allo stato di Samarcanda abbiamo Kazakhstan, Kirgizistan, Tagikistan e Turkmenistan: quali vedere?
Questo post tratta solo dell’Uzbekistan, ma in questo viaggio ho visitato anche il Kazakhstan e il Tagikistan, che saranno oggetto di post specifici.
L’Uzbekistan richiede un visto di ingresso che va obbligatoriamente richiesto, e ottenuto, prima della partenza, presso il loro consolato,  a Roma.
Occorre recarsi di persona, per due volte a distanza di circa dieci giorni, oppure spedire tramite corriere il Passaporto, unitamente al modulo compilato e alla tassa da pagare, che corrisponde a 60 euro per un singolo ingresso, a 80 per due ingressi, a 90 per tre ingressi.
Considerate un totale di 20 giorni per l’intera procedura.

Il viaggio e l’Arrivo a Tashkent

 
A Tashkent il contesto è il solito di tutti i Paesi ancora in via di sviluppo, almeno dal punto di vista turistico; il viaggiatore indipendente viene chiamato da 1000 voci che gli urlano Ehi Mister, Mister….raggiungere i taxi ufficiali è una vera impresa…..
Alla fine ci riesco, cambio i miei euro in Sum e mi faccio portare subito al confine con il Kazakstan, distante 20 Km.
Da qui viaggerò per una settimana spingendomi fino a Bishkek, capitale del Kirghizistan, per poi tornare nella capitale uzbeka….ma di questo parlerò da un’altra parte.
Oltrepasso nuovamente il complicato e affollatissimo confine tra Kazakstan e Uzbekistan e mi faccio portare al mio albergo nel centro di Tashkent; qui non mi sembra vero di poter parlare in inglese, dopo una settimana a spiegarmi a gesti e con appena due parole di russo—-Praticamente solo Ja nie pa nimaiu ruski (non capisco il russo).
Anche la città mi toglie dall’atmosfera di “periferia”del mondo che ho provato negli ultimi giorni; moderna verdissima con una metropolitana efficiente.
Nei due giorni che dedico alla capitale uzbeka visito il bazar Chorsu , il centro della città con la statua del grande condottiero Amir Temur (Tamerlano) e passeggio tranquillamente; nei pressi dell’Università due ragazze mi riconoscono come straniero e mi chiedono un’intervista….Cosa ci faccio li, se mi piace la città…..
Certamente Tashkent non è, non può essere, il motivo di un viaggio in Uzbekistan ma sarebbe un errore non dedicarle una visita di almeno un paio di giorni.
Il mattino del terzo giorno mi reco alla stazione ferroviaria, dove l’Afrosiyab, un modernissimo treno ad alta velocità, mi porterà in meno di 3 ore a Samarcanda….
Il Bazar Chorsu
Moschea a Tashkent
Statua a Tamerlano, e l’Hotel Uzbekistan sullo sfondo
Stazione ferroviaria di Tashkent
Il treno ad alta velocità “Afrosiyab”

SAMARCANDA

We travel not for trafficking alone;
By hotter winds our fiery hearts are fanned:
For lust of knowing what should not be known,
We take the Golden Road to Samarkand.
Non viaggiamo solo per commerciare
Da venti più caldi sono agitati i nostri cuori fieri
Per la  voglia di conoscere ciò che non dovrebbe essere conosciuto
prendiamo la strada dorata che porta a Samarcanda
 
James Elroy Flecker
 
Ho viaggiato tanto, nella mia vita; eppure l’emozione che provo salendo sul treno che mi porta a Samarcanda è quasi sconosciuta…..è quella dei primissimi viaggi, è quella di chi sa di salire gli ultimi gradini di una lunghissima scalinata….
Tra tre ore sarò a SAMARCANDA!! non riesco a crederci, provo una sensazione di sogno, di galleggiamento…..
Guardo la campagna Uzbeca, fuori dal finestrino….l’altoparlante annuncia che stiamo per arrivare…..
Più il treno rallenta, più il cuore accelera….
Vorrei impormi la consueta allerta vigile che uso nei viaggi….
Non ci riesco….esco dalla stazione e fisso il nome che vi è scritto sopra….
Non so per quanto tempo…..ma di lacrime di emozione ne scendono tante….
Stazione ferroviaria di Samarcanda
Dopo un tempo che non saprei definire salgo su un taxi, faccio leggere all’autista un indirizzo….
Guardo il traffico attorno a me ma quasi non respiro lo smog delle macchine scarburate di qui, non sento i colpi di clacson…
Per il momento è una città come tutte, ma se un guizzo di attenzione mi ricorda dove sono…il cuore esplode quasi.
Mi sistemo in camera, mi impongo di non andare verso il centro ma di passeggiare nelle vie attorno all’albergo….
Solo nella mattinata di domani andrò a conoscere Samarcanda….il leggendario Registan…..
Alla sera parlo con una coppia francese, un ragazzo giapponese e un’australiana….
Vado a dormire con lo stesso sentimento di un bimbo la notte di Natale, che aspetta il mattino per aprire i regali….
E il mattino arriva….
Mi incammino a passi lenti, verso il luogo dove si posa la sabbia….questo significa Registan…
Samarcanda era il centro della via della seta, e il Registan il centro di Samarcanda….
Penso ai tanti che sono passati di qui….Marco Polo è solo uno dei più famosi….
Vedo sorgere questo luogo davanti a me man mano che mi avvicino….
 quando arrivo sono proprio nel punto più panoramico…..
Mi si annebbia la vista, mi si tappano le orecchie….mi devo sedere….
Penso alla sindrome di Stendhal…..
Quando mi riprendo mi faccio scattare una foto….

 

Il Registan è una vasta piazza circondata da tre Moschee….Qualche foto potrà spiegare meglio delle mie parole….

è una vasta piazza circondata da tre Moschee….Qualche foto potrà spiegare meglio delle mie parole….

Alcune immagini del Registan di Samarcanda
Passo l’intera giornata al Registan, entro in ogni moschea, in ogni  cortile, faccio centinaia di foto….
Sfinito dalle emozioni, e dalla camminata, torno in albergo, mi sento felice…..
Questa notte dormo profondamente e la mattina sono pronto per la mia seconda giornata a Samarcanda; con un autobus vado in periferia e mi faccio una camminata di quasi 4 ore per tornare in zona Registan; fuori dal centro Samarcanda è una città diversa….strade rotte, nessun negozio, la gente mi fissa curiosa…qualcuno prova una conversazione, io dico Italianets, turist, e si vede dagli mocchi che sono stupiti a vedere un turista solo, non attorniate dalle solite guide e dai soliti grupponi.
Vedo moschee stupende, piazzette con fontane, anziani che bevono il te;  mi fermo a mangiare un piatto di plov, il piatto tipico uzbeco, un insieme di riso, pezzi di carne e uova di quaglia.
oltrepasso il Registan e mi incammino sul viale che porta a un complesso chiamato Sha i Zinda, la tomba del re vivente.
Incontro bambini che mi chiedono foto, che mi dicono Hello Where are you from, e passo davanti alla moschea della principessa Bibi Khanum, anche questa di una bellezza da togliere il fiato.
Sono stanco morto, ormai, vorrei raggiungere ancora una piccola altura da dove si dovrebbe avere un bel panorama, ma non ce la faccio proprio…..mi trascino al primo taxi e senza cenare vado a letto….
La moschea di Bibi Khanum
La moschea di Bibi Khanum, interno
 
Bimbi uzbechi
La terza mattina a Samarcanda è l’ultima, il treno Afrosiyab mi attende per portarmi a Bukhara….
Mi faccio portare alla stazione, so di avere vissuto un sogno….anzi ancora non sono proprio sicuro che non lo sia stato davvero….

BUKHARA

Riprendo l’Afrosiyab, in tre ore arrivo a Bukhara; il mio  Bed and Breakfast e sulla piazza Labi Hovuz, che significa attorno alla vasca; è il luogo più centrale della città, e proprio in mezzo alla piazza c’è un laghetto che le da il nome.
Il mattino successivo cammino per Bukhara; subito mi si avvicina una ragazza, mi chiede di dove sono; si chiama Olga e mi domanda se mi fa piacere avere una guida, gratis, aggiunge subito….
E così cammino tutto il giorno per Bukhara con lei…..vedo minareti, palazzi, moschee….se possibile questa città mè ancora più incredibile di Samarcanda….
Nella città del Registan le bellezze sono concentrate in uno spazio ristretto….qui sembrano non finire mai…ogni via, ogni piazza, ogni angolo rivela un capolavoro…..
Ho gli occhi pieni di bellezza, in più ho Olga che mi spiega ogni cosa, che traduce in tagiko, la sua lingua madre e più parlata a Bukhara le domande che le persone mi fanno….
Anche qui preferisco fare parlare le foto, troppa bellezza per poterla rinchiudere in qualche parola….

 

 

A Bukhara è anche presente, sulla facciata di una moschea, affacciata sulla Labi Hovuz, una rappresentazione in forma umana di Dio, cosa che è vietata dai precetti dell’Islam, un caso estremamente raro, se non unico.

 

 

 

Alla fine della giornata vorrei sdebitarmi, pagando la cena a Olga; ma mi risponde che lei non è abituata a cenare fuori; perchè non vado da lei, invece?  Lei e la madre cucineranno qualcosa….
Io resto senza parole da questa offerta…..
A casa sua conosco così la madre e la sorella, e vedo una tipica casa uzbeca, con la tavola apparecchiata a pochi centimetri da terra, visto che si mangia seduti sui tappeti….
Non so come fare a sdebitarmi, le regalo allora il power bank del mio cellulare, e lei sembra contenta così….

 

 

 

 

Saluto Olga e la sua famiglia emozionato, ho conosciuto l’ospitalità e la gentilezza uzbeca…..
Torno in camera; il giorno dopo passo la mattina a fare acquisti, nel pomeriggio torno in stazione, dove un treno notturno mi porterà a Tashkent, da dove, nel primo pomeriggio ho il volo per l’Italia.
A dire il vero ho il rammarico di non avere avuto il tempo di vedere la terza città uzbeca famosa, Khiva….ma è un dolore che passa subito….Anzi, meglio, così ho la scusa per tornare in questo meraviglioso Paese.
In definitiva credo che l’Uzbekistan sia uno dei paesi più belli che io abbia mai visto; citta meravigliose, ricche si storia e cultura, monumenti unici al mondo.
E la gente, ovunque accogliente e gentile, dove non arriva la comprensione verbale arriva il loro sorriso che scalda il cuore.
Mentre l’aereo si stacca dalla pista di Tashkent, penso già al mio prossimo viaggio nella terra di Tamerlano….

Autore dell'articolo: Ivan Marchisio

3 commenti su “Samarcanda e l’Uzbekistan

    Sandra

    (luglio 6, 2018 - 9:37 am)

    Leggendo il tuo testo mi sembrava di sentire il battito del tuo cuore. Bellissimo Ivan! Questo testo mostra l’uomo sensibile e profondo che spesso nascondi! Grazie per averlo condiviso!

      Ivan Marchisio

      (luglio 6, 2018 - 9:40 am)

      Grazie, il complimento più bello che potessi sperare di ricevere

    rosaria dragonetti

    (luglio 19, 2018 - 8:41 am)

    Ciao Ivan,
    molto bello il tuo articolo, ne farò tesoro nel mio prossimo viaggio.
    Voglio segnalarti che per il visto Uzbeko le regole sono cambiate.
    Dal 15 Luglio, non bisogna più recarsi al Consolato ma si può fare online.
    Inoltre non bisogna registrasi necessariamente se ci si ferma meno di 72 ore in ogni città e si è liberi anche di campeggiare pagando 50 centesimi al giorno all’ufficio del turismo.
    Spero di essere stata utile
    Rosaria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *